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Il Lunedì del Delfino

La verità ti fa male, lo so e nessuno ti può giudicare

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Mentre il Delfino torna alla vittoria dopo parecchie settimane, sconfiggendo a domicilio un Grosseto che, dispiace dirlo per i toscani, è apparso davvero poca cosa, forse la peggiore squadra finora incontrata dai biancazzurri, fanno riflettere le esternazioni del presidente Sebastiani durante la scorsa settimana.

Non avendo ancora digerito le civilissime manifestazioni di dissenso nei suoi confronti, finalmente esternate da una tifoseria disillusa e stanca dopo un decennio di prestazioni all’inizio altalenanti, poi solo scadenti, ha messo in mostra tutta la sua “cascetta” (ci scusiamo per i lettori non locali, che però troveranno facilmente in rete il significato di questo termine dialettale), come al solito al cospetto dei reggi microfono compiacenti. In sintesi, parrebbe che da tempo egli stia lavorando “sotto banco” (!) per cedere le sue quote e andarsene.

Lo abbiamo già scritto in passato, ma ci ripeteremo: quando vuoi davvero vendere qualcosa non la nascondi, anzi la metti ben in vista e con il cartellino del prezzo in vetrina. Naturalmente se sei abituato alla luce del sole, mentre se, come il vampiro di Bram Stoker, preferisci le tenebre, allora è normale che preferisci muoverti al buio. Certo Dracula non è propriamente un personaggio buono e positivo, ma tant’è.

Ma perché agire in questo modo? Non sarebbe più corretto gestire la questione in maniera cristallina? La risposta è NO, per i seguenti motivi:

  • Il carattere introverso e chiuso (lo dimostrano i tipici atteggiamenti tenuti mentre parla ai microfoni tenuti in mano dai giornalisti della sua TV di riferimento, come ad esempio parlare distogliendo gli occhi dalla telecamera e dallo stesso reggitore, oppure tenendo le braccia giunte) non gli consente di parlare a cuore aperto;
  • In questo modo può sempre atteggiarsi a vittima, dichiarando cose impossibili da confutare, come la solita litania “le mie quote sono a disposizione, purché si faccia avanti qualcuno disposto a metterci la faccia e le firme, ma questo qualcuno me lo deve portare la tifoseria, visto che non si vede nessuno”;
  • Se dichiarasse il costo del Pescara (ovvero la cifra per andarsene) gli capiterebbero due cose, entrambe lecite, ma inaccettabili per lui: dapprima sarebbe sicuramente (mal)giudicato per quanto richiesto, perché divenne presidente quasi a costo zero e nel corso di questi due lustri dubitiamo possa averci rimesso qualcosa, inoltre a quel punto potrebbe davvero presentarsi un acquirente che gli metta sul tavolo i milioni voluti e, a quel punto, dovrebbe necessariamente fare le valigie (abbiamo qualche dubbio lo voglia davvero).

Non avendo mai compreso, o fatto finta, che i risultati sul campo sono parte integrante della gestione di una società calcistica, la quale non dovrebbe vivere solo di bilanci e mercato (il caso delle plusvalenze in cui anche il Delfino è coinvolto lascerà sicuramente segni e ferite profonde), il ricordo della sua lunghissima gestione sarà tramandato alle future generazioni di tifosi biancazzurri esclusivamente per ciò che ha mostrato nei fatti, che lui non vuole, o fa finta anche in questo caso, vedere e ammettere, ma che sono invece inconfutabili.

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