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Vincenzo Olivieri accende la Festa dello Stadio; a suon di risate il cabarettista pescarese allieta Pescara Portanuova

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Bagno di folla per Vincenzo Olivieri alla Festa dello Stadio. Il cabarettista pescarese, a Portanuova, ha allietato grandi e piccini con il suo spettacolo "Roba da Matti" per ben due ore. La serata è stata aperta alle 21:20 dalla Momà Band, gruppo musicale che accompagna da anni il comico pescarese. Vasto il repertorio proposto dal gruppo musicale: si va dai classici stranieri come One Love e Black and White, passando per canzoni storiche della musica italiana come May Way di Pino Daniele, Con il Nastro Rosa di Lucio Battisti, Ho in mente Te dell'Equipe 84, passando agli ultimi successi recenti come Sofia di Alvaro Soler e La vita com'è di Max Gazzè.

L'estroso comico pescarese ha esordito con il brano Mi Vendo. Diversi sono stati gli intermezzi musicali, tra una battuta e l'altra, che il cabarettista pescarese ha regalato ai suoi fan. Si parte da Miserere di ZuccheroCanto per cantà, a Teorema, per finire con 'A città e' Pulcenella rivisitate in chiave dialettale, in omaggio ai diversi turisti presenti ieri a Pescara, tra i quali romani, napoletani e veneti.

C'è stato spazio anche per l'intonazione del famoso coro da stadio dedicato alla Pescara Calcio; Che bello è, partito da Vincenzo Olivieri è stato terminato dalla folla entusiasta; un piccolo omaggio per il ritorno in serie A dei biancoazzurri e per l'imminente esordio di domenica sera contro il Napoli. Tra i presenti anche l'assessore al Turismo e Grandi Eventi Giacomo Cuzzi, che ha ringraziato il pubblico per la copiosa presenza e ha annunciato un altrettando denso calendario di eventi estivi per la prossima stagione.

Tra una battuta e uno scherzo Olivieri, una volta congedato l'assessore Cuzzi, si è dedicato anche a problematiche quali la diga foranea del Porto Turistico Marina di Pescara, l'Aereoporto con la questione Ryanair, la lentezza dei treni nella stazione di Pescara e la rottura continua delle fogne. C'è stato spazio anche per un brano - dedica al Ponte del mare.

Nell'ultima parte dello spettacolo lo showman pescarese ha evidenziato la bellezza linguistica del dialetto abruzzese, citando le differenze stilistiche con l'italiano. Memorabili le frasi: "Dai vediamo cos'hai da dire!", che l'abruzzese riduce semplicemente a "Di", passando a "Come dici?", che in Abruzzo si dice "E?", finendo con "Chi io?", con "J ?".

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