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Carta d'identità ai senzatetto. L'assessore Di Pietro: "Un atto simbolico, consentirà al Comune di seguirli e a loro maggiori diritti"

La redazione
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Alcuni senzatetto presenti in città che dormono alla stazione ferroviaria potranno riavere la carta d'identità del Comune di Pescara. Una decisione che è il felice traguardo di una procedura di collaborazione fra l'Amministrazione comunale e la Comunità di Sant'Egidio, affinché le persone senza fissa dimora di cittadinanza italiana possano avere un documento capace di garantire loro alcuni essenziali diritti. I costi del rilascio dei documenti, 5,42 euro l'uno, in questa fase iniziale non saranno a carico né dell'ente, né dell'associazione Sant'Egidio, né degli interessati.

"Nella mattinata di oggi si è svolta una riunione operativa presso l'Ufficio anagrafe – illustra l'assessore all'Anagrafe Laura Di Pietro – c'erano i tecnici e i dirigenti del Settore, i rappresentanti della Comunità di Sant'Egidio e anche alcuni senzatetto che hanno manifestato la volontà di dotarsi del documento e che vengono seguiti dall'associazione che, assieme ad altre, è molto attiva nel soccorso di senza fissa dimora.
Nel corso di un incontro avuto alla stazione, a cui erano presenti l'assessore Giuliano Diodati e il presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli, è parso chiaro il senso di lontananza che alcuni di loro provano nei confronti dell'istituzione Comune.
L'idea nasce proprio dall'esigenza di avvicinare le istituzioni, per intervenire ulteriormente su una realtà presente e già seguita dall'Ente per i risvolti soprattutto sociali, ma anche per assicurare loro cure e un'attenzione maggiore.
Il documento, infatti, servirà loro a sentirsi cittadini di Pescara ed ha per questo una valenza simbolica, ma è anche preliminare all'esercizio di diritti. Solo chi è residente, per esempio, per alcuni anni a Pescara avrà diritto di partecipare ai bandi per l'edilizia residenziale pubblica. Inoltre, avere un documento di identità in corso di validità permetterà di accedere all'assistenza sanitaria e la possibilità di farsi seguire sotto il punto di vista anche medico da strutture pubbliche, Onlus e private e peraltro assicurerà una migliore conoscenza degli interessati da parte dei Servizi Sociali del Comune.
Le prime cinque carte sono state richieste stamattina e saranno pronte nei prossimi giorni. Tutti i richiedenti erano già in possesso di   residenza in "via della Posta", l'indirizzo che per convenzione viene riconosciuto a chi non ha un tetto. Nei prossimi giorni si provvederà a coinvolgere anche gli altri possibili interessati, che sono in totale circa una decina, dando assistenza nella procedura richiesta dalla legge: compilazione del modulo davanti a due testimoni. Alla Comunità di Sant'Egidio il ringraziamento per averci sollecitato prima e condiviso poi questo percorso".

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