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Piscina Provinciale, firmata l’ordinanza di sgombero

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E' stata firmata ieri pomeriggio l'ordinanza della dirigente della Provincia di Pescara Nicoletta Bucco con cui è stato disposto “lo sgombero della piscina provinciale” situata in via Volta, presso l'omonimo istituto scolastico, ed “il rilascio di tutte le attrezzature ad essa connesse entro il termine perentorio di tre giorni dalla notifica”.

La struttura è occupata da mesi dai rappresentanti dell'associazione sportiva dilettantistica Orione Pescara, che ha vinto la gara per la gestione dell'impianto nel 2011 ma non ha rispettato gli impegni contrattuali, omettendo di versare il canone annuale, di effettuare gli interventi offerti in sede di gara e di volturare le utenze (che sono state pagate dalla Provincia). Il provvedimento di risoluzione contrattuale, sempre a firma della Bucco, risale al mese di dicembre, quando è stata disposta anche la chiusura della piscina per motivi di sicurezza, a seguito della segnalazione arrivata all'istituto Volta.

Il provvedimento di sgombero, dice il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, “chiude un percorso lungo e travagliato. Negli ultimi mesi – dice - abbiamo provato in tutti i modi a dialogare con l'associazione sportiva dilettantistica Orione Pescara, che gestisce l'impianto dal 2011 ma non ha tenuto fede agli impegni contrattuali. Dopo la risoluzione del contratto per le inadempienze dell'associazione e la chiusura della struttura sportiva per motivi di sicurezza, abbiamo cercato un punto di incontro, formulando delle proposte transattive che l'associazione ha respinto, allungando immotivatamente i tempi a danno dell’utenza”. “E per di più – aggiunge il vice presidente Fabrizio Rapposelli - l'associazione stessa ha occupato illegittimamente l'immobile di nostra proprietà, impedendo di fatto qualsiasi intervento finalizzato alla riapertura della piscina al pubblico. Non possiamo più consentire che una situazione del genere si protragga ulteriormente, a danno dell'utenza. E' indispensabile mettere un punto a questa vicenda”.

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