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Caritas, Csv e Università: "Patto di Cittadinanza" per le fasce più fragili

Redazione
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Si chiama ‘Patto di Cittadinanza’ ed è un esperimento di ‘cittadinanza partecipata’ in cui le fasce più fragili della popolazione, anziani, diversamente abili, giovani in condizioni di disagio, saranno chiamati a dire quali sono le proprie esigenze primarie, aiutando la pubblica amministrazione a indirizzare meglio la propria azione di governo.

Partner del Comune di Pescara sono la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università ‘d’Annunzio’, la Caritas, il Centro Servizi per il Volontariato e le Cooperative e associazioni sociali che operano da sempre nel settore. I risultati della sperimentazione verranno vagliati, studiati, e soprattutto inseriti nell’azione del Piano di Zona sociale, per potenziare settori ritenuti strategici ed evitare la dispersione delle risorse.

“La fase della recessione – ha dichiarato la dottoressa Eliana Di Giacomo – colpisce soprattutto i più deboli: anziani, disabili, famiglie problematiche e giovani. Consideriamo che secondo gli ultimi dati Istat 22 milioni di pensionati percepiscono un reddito inferiore ai 500 euro mensili e il 44% non arriva ai mille euro; un anziano su 3 ricorre ai risparmi di una vita per sopravvivere e, quando quei risparmi non ci sono, si ricorre a un prestito. Tra gli anziani, almeno il 20% degli over-60 è anche disabile; 2.600.000 diversamente abili vivono in famiglia e 800mila di essi sono under-14”.

“Ora il primo passo operativo – ha aggiunto il professor Antonello Canzano – sarà la convocazione dei partner, la costituzione del Forum, quindi prima dell’estate ci sarà la prima Assemblea collettiva per decidere insieme ai cittadini cosa occorre fare per migliorare la qualità della vita sotto il profilo sociale”.

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