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Aggiornamento professionale avvocati: quello che c’è da sapere sui cambiamenti dovuti alla pandemia

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La persistente situazione di emergenza causata dalla pandemia ha reso necessaria la riorganizzazione dell’intero sistema connesso alla formazione, dal mondo della scuola a quello degli aggiornamenti professionali richiesti per l’esercizio di molti mestieri. Misure che si ritenevano provvisorie stanno lasciando spazio a nuovi piani volti a riformare le modalità di fruizione dell’offerta formativa di enti pubblici e privati.

È il caso della formazione continua degli avvocati, per la quale la delibera del Consiglio Nazionale Forense (CNF) del dicembre 2021 ha ribadito la necessità di prolungare le deroghe al Regolamento introdotte nel 2020. Di seguito si chiariscono le norme attualmente in vigore e le relative modalità di adempimento dell’obbligo.

Formazione continua avvocati: gli eventi abilitanti

La legge sull’ordinamento professionale forense sancisce l’obbligo della formazione continua, le cui modalità di attuazione sono disciplinate dal regolamento del CNF n. 6 del 16 luglio 2014. L’obbligo si matura con la stessa iscrizione all’Albo, indipendentemente dall’esercizio effettivo dell’attività professionale. La formazione continua deve essere rivolta all’approfondimento delle conoscenze maturate nel proprio percorso di studio e al loro adeguamento alle nuove istanze del mondo giuridico.

Le attività che si possono svolgere per adempiere all’obbligo di formazione continua e ottenere crediti formativi sono diverse. Le principali sono le seguenti:

·    master di primo e secondo livello;

·    seminari, convegni, workshop;

·    eventi del CNF;

·    scuola forense integrativa della pratica o del tirocinio;

·    scuola per difensori d’ufficio;

·    corsi di linguaggio giuridico in lingua straniera;

·    corsi per mediatori professionali;

·    pubblicazioni in materie giuridiche su riviste specializzate;

·    partecipazioni a gruppi di lavoro o commissioni per gli esami di avvocato.

Per la scelta della tipologia di corsi o eventi da seguire non esistono particolari obblighi da rispettare. La decisione è a discrezione del singolo professionista, il quale deve impegnarsi a riconoscere in autonomia le attività più utili in relazione al proprio settore di specializzazione.

I master accreditati dal CNF sono una delle soluzioni privilegiate per assicurarsi di acquisire in tempo la quantità di crediti necessaria (o maggiore di quella richiesta) nel triennio formativo. Tra i tanti possibili esempi, citiamo l’esistenza di specifici Master per Giuristi d'Impresa che prevedono diversi moduli validati dalla Commissione centrale per l’accreditamento della formazione, per un totale di 70 crediti (formazione a distanza) oppure 84 (formazione in aula).

Quanti sono i crediti formativi da conseguire

Il regolamento stabilisce che ciascun iscritto, nel triennio formativo di riferimento, è tenuto a conseguire un minimo di 60 crediti formativi. Il periodo decorre dal primo gennaio successivo alla data di iscrizione all’albo. Il numero minimo di crediti che si possono maturare annualmente è pari a 15: quindi, ad esempio, non è possibile accumulare 50 crediti in un anno e 10 nel periodo rimanente. Almeno 3 crediti devono essere destinati ogni anno alle materie obbligatorie (ordinamento e previdenza forensi e deontologia ed etica professionale), per le quali si richiede un minimo di 9 crediti su 60 nell’intero triennio.

Le nuove norme previste dalla delibera CNF del 17 dicembre 2021

Il testo della delibera n. 513 del Consiglio Nazionale Forense espone la necessità di agevolare e incrementare il ricorso alla formazione a distanza in virtù dell’emergenza sanitaria ancora in corso. Alla luce delle attuali difficoltà nell’adempimento di attività formative che prevedono assembramenti, e considerata l’esigenza di adottare provvedimenti uniformi per tutto il territorio nazionale, il CNF ha decretato che l’anno solare dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 non verrà conteggiato ai fini del triennio formativo.

Ciascun iscritto può adempiere l’obbligo formativo mediante il conseguimento di minimo 15 crediti, di cui almeno 3 devono essere rivolti alle materie obbligatorie.

Inoltre, i crediti formativi acquisiti nel 2022 potranno essere conseguiti integralmente in modalità FAD. In sostanza vengono riproposte le indicazioni contenute nella delibera n. 310 del 21 dicembre 2020, con le quali si rimuoveva il precedente obbligo di maturare almeno il 60% del totale dei crediti mediante attività in presenza piuttosto che in modalità e-learning o streaming. 

Cause di esenzione e esonero dalla formazione continua

Sono previste situazioni in cui l’obbligo di formazione continua viene meno. L’esenzione riguarda:

·    gli avvocati iscritti all’albo da più di 25 anni o che abbiano compiuto 60 anni;

·    gli avvocati sospesi dall’esercizio professionale per incarichi in organi istituzionali;

·    docenti e ricercatori universitari;

·    i componenti di organi legislativi;

·    i membri del Parlamento europeo.

Inoltre, è previsto l’esonero dall’obbligo per coloro che si trovano in particolari condizioni di impedimento, quali ad esempio:

·    gravidanza, parto o doveri legati in generale alla maternità o paternità;

·    infortunio o malattia;

·    interruzione dell’attività professionale o trasferimento di questa all’estero, per un periodo superiore a 6 mesi;

·    cause di forza maggiore.

In assenza di una giustificazione valida e documentabile come quelle sopra esposte, il mancato adempimento dell’obbligo formativo o la falsificazione degli attestati volti a dimostrarlo costituiscono un illecito disciplinare. Non è prevista una sanzione predefinita, coerentemente con l’art. 21 del Codice deontologico forense, secondo il quale la sanzione deve essere commisurata alla gravità della violazione ed è quindi a discrezione degli organi disciplinari, nel rispetto delle procedure previste dalle norme

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