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Enzo Moscato riporta in scena un classico del suo teatro con “Luparella ovvero foto di bordello con Nanà”

La storia amara di "Luparella", prostituta napoletana degli anni della guerra, è il penultimo appuntamento della stagione di “Teatro Contemporaneo” del Teatro del Sangro

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“Luparella, ovvero Foto di Bordello con Nanà”, nella sua originale stesura sotto forma di breve monologo, è stato interpretato per la prima volta da Enzo Moscato a metà degli anni Ottanta. Nel luglio del 1997 debuttò a Ercolano, nell'ambito del Festival delle Ville Vesuviane, nell'interpretazione di Isa Danieli e con la regia di Moscato, e venne poi rimesso in scena più volte nel corso degli anni. Domenica 12 dicembre alle ore 18:00 a Treglio il Teatro del Sangro ripropone lo spettacolo nel penultimo appuntamento della sua stagione di Teatro Contemporaneo, affiancando al bravissimo Giuseppe Affinito lo stesso Moscato, per una messa in scena ricca di fascino e di magia. 

Scrive Enzo Moscato nelle note di regia «Protagonista della vicenda (o della Storia, o della Natura, che, come Leopardi avvertiva, sono spesso, a Napoli, la stessa, crudelissima cosa) è Nanà, l’anima candida e reietta, giovane-vecchissima creatura al servizio “minuto” delle donne di un bordello arroccato sui “Quartieri Spagnoli”, nella Napoli, desolata e avvilita, dell’occupazione nazista, sul finire dell’estate del 1943. Luparella, vecchia puttana dei casini, consumata dalle malattie e le paure. Soglia, pietosa e disumana, in bilico continuo tra essere e non essere, speranza e perdizione, che muore nel dare alla luce, nel bordello spopolato perfino dalle sue “signorine”, un’anonima creatura, fatta venire al mondo dalla stessa incompetenza e passione di Nanà, mentre che, sul letto, “in articulo mortis”, la vecchia prostituta viene ancora oltraggiata dalla foga sessuale di un giovane nazista, salito alle stanze del casino, perché in cerca occasionale d’amore, o forse, d’ulteriore, occasionale sopraffazione a danno d’indifesi ».

Enzo Moscato, attore, autore e regista teatrale, è tra i capofila della nuova drammaturgia napoletana con un teatro scritto e interpretato in forme coraggiosamente inconsuete; una lingua arcaica e modernissima, un plurilinguismo tutto suo che lo hanno imposto all’attenzione della critica e del pubblico non solo italiani. È considerato l’interprete di un nuovo teatro di poesia, che riconosce i suoi ascendenti nei grandi autori e compositori napoletani ed internazionali, come Artaud, Genet, i poeti maledetti di fine secolo e Pasolini. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti il Premio Riccione/Ater per il Teatro 1985, il Premio Ubu per il Teatro 1988 e 1994, il Biglietto d'Oro AGIS 1991, il Premio Napoli Cultura 2013, il Premio UBU alla Carriera 2018, il Premio Concetta Barra 2020.

Lo spettacolo si terrà presso il Teatro Studio a Treglio (Chieti), in via Abbazia, e avrà luogo nel pieno rispetto delle norme in vigore relative all’emergenza Covid. Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero 340.9775471 oppure scrivere all’indirizzo info@teatrodelsangro.it

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