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5 milioni di euro per stabilizzare il personale sanitario precario

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“Il Comune di Pescara si renda capofila di un’azione di pressing nei confronti della Regione Abruzzo per giungere alla stabilizzazione professionale di tutti gli Operatori della sanità precari, medici, infermieri, Oss, catapultati in trincea, nell’epicentro dell’emergenza coronavirus, dando prova di grande disponibilità e senso di responsabilità e che hanno guadagnato sul campo il diritto a un contratto a tempo indeterminato. Siano invece destinati a tutti i sanitari, Covid e no-Covid, i 5 milioni di euro non spesi della Regione Abruzzo per la riconversione delle strutture quale segno tangibile di gratitudine del territorio per l’immenso lavoro svolto negli ultimi due mesi. È la proposta che giovedì prossimo, 30 aprile, porterò in Consiglio comunale attraverso un ordine del giorno urgente sul quale auspico che ci sia la piena convergenza di tutta l’assise”.

Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia Roberto Renzetti, primo firmatario dell’ordine del giorno già depositato e sottoscritto da tutto il gruppo consiliare degli Azzurri, ossia Ivo Petrelli, Alessio Di Pasquale, Claudio Croce e Manuela Peschi.

“In seguito all’esplosione dell’emergenza coronavirus il Consiglio dei Ministri, la Regione Abruzzo e la stessa Amministrazione comunale di Pescara si sono viste costrette ad adottare, a partire dal 6 marzo 2020, misure restrittive di contenimento della pandemia in atto, al fine di ridurre quanto più possibile le possibilità di contagio-trasmissione del virus, e di tutelare il maggior numero di vite umane, a partire dalle fasce più fragili della popolazione, come anziani, diversamente abili, pazienti onco-ematologici e bambini – si legge nell’ordine del giorno del Capogruppo Renzetti -. Sin dai primi giorni della fase emergenziale, l’Azienda sanitaria di Pescara è stata la prima a scendere in campo, con un dispiegamento straordinario di mezzi e risorse umane, al fine di contenere il diffondersi della malattia, da un lato, e, dall’altro, di garantire la necessaria e compiuta assistenza a quanti, purtroppo, avevano nel frattempo già contratto il virus del Covid-19. In tale ambito, in particolare, l’Ospedale civile di Pescara, com’è ravvisabile dagli atti tipici aziendali prodotti, è stato il primo ad allestire l’ala triage Pre-Covid all’esterno del Pronto soccorso, istituendo un percorso dedicato inizialmente per i ‘casi’ sospetti, poi per disciplinare tutti gli accessi, al fine di garantire l’incolumità sia degli utenti-pazienti, che dovevano ricorrere alle cure del nosocomio, sia del personale, divenendo subito Ospedale Covid-19 per eccellenza, assicurando, attraverso il Laboratorio Analisi interno, una struttura di riferimento per i tamponi naso-faringei tesi a scovare i casi di positività, così come allestendo addirittura tre Reparti di rianimazione-Terapia Intensiva-Infettivologia al fine di garantire protocolli distinti e separati per i pazienti Covid-19 rispetto a quelli no-Covid e impedire ‘casi’ di focolai ospedalieri, come pure è purtroppo accaduto altrove. Per sostenere l’immensa mole di lavoro che è subito piombata sull’Ospedale civile di Pescara ‘Santo Spirito’, come pure sull’intera azienda ospedaliera pescarese più in generale, la Direzione generale della Asl, in accordo con la Regione Abruzzo, ha adottato misure straordinarie per poter contare su un patrimonio umano di personale in servizio adeguato, ventiquattro ore su ventiquattro, senza soluzione di continuità, non potendo peraltro prevedere in alcun modo l’effettiva durata di tale emergenza sanitaria che a tutt’oggi, dunque a quasi due mesi dai primi ‘casi’ registrati in Italia, è ancora nella sua Fase I. Dall’inizio dell’emergenza il personale effettivo dell’Ospedale civile di Pescara ha volontariamente rinunciato alle ferie e ha assicurato la copertura di tutti i turni di lavoro, in tutti i reparti, sia Covid-positivi che no-Covid, dimostrando senso di responsabilità, consapevolezza dell’emergenza mondiale in atto, capacità di collaborazione con le Istituzioni e con i propri colleghi oltre ogni possibile immaginazione, esperienza organizzativa straordinaria, dando prova, in più di un’occasione, di un’eccellenza professionale di grandissimo rilievo. Per supportare il personale in servizio, chiamato a svolgere anche turni doppi senza registrare defezioni, la Asl di Pescara, in accordo con la Regione Abruzzo, in data 20 marzo 2020, ha emanato anche un avviso Pubblico testo a intercettare ‘Manifestazioni di Interesse da parte di Infermieri professionali disponibili a prestare attività clinico-assistenziali nell’azienda sanitaria locale di Pescara’, avviso teso a formare un elenco di operatori sanitari in possesso dei requisiti necessari e da poter inserire subito nella macchina professionale operativa della Asl sulla base delle necessità con incarichi della durata ‘non superiore ai 6 mesi ed eventualmente prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza’. Mai come in questo momento storico – ha ancora sottolineato il Capogruppo Renzetti -, l’emergenza sanitaria in corso ha fatto emergere in modo evidente e forte l’importanza di poter disporre sul territorio di una sanità pubblica ben organizzata, solida, efficace, efficiente, capace di affrontare emergenze che, come nel caso del Covid-19, potrebbero presentarsi in qualunque momento e in modo del tutto inatteso, imponendo l’adozione di misure tempestive e straordinarie capaci di contenere e di limitare il verificarsi di tragedie come quelle cui pure abbiamo assistito in alcuni centri del nord Italia, come Bergamo o Brescia. Ancora più rilevante è che le nostre aziende ospedaliere siano dotate non solo di attrezzature adeguate e moderne, ma anche di personale professionalmente e qualitativamente formato, e soprattutto di un numero adeguato di medici, infermieri e Oss da poter dispiegare in campo in ‘assetto di guerra’ a fronte di emergenze sanitarie improvvise, ma non solo. L’emergenza Covid-19 ha anche fatto emergere, in modo lampante, l’assoluta inopportunità delle politiche sanitarie condotte negli ultimi anni dal Governo nazionale e regionale, a partire dal blocco delle assunzioni nella funzione pubblica e dal famigerato Decreto Lorenzin che ha determinato tagli di budget e il rischio di soppressione di importanti ospedali della provincia pescarese, come Penne e Popoli, con il pericolo tangibile di determinare il collasso dell’Ospedale di Pescara. Ora, l’emergenza dettata dal coronavirus ha di fatto catapultato nel mondo del lavoro, o meglio nella prima linea dell’epicentro della crisi sanitaria, tantissimi giovani che pure stanno dando tuttora prova di grande prontezza, disponibilità e preparazione professionale, ragazzi che, seppur consapevoli di essere chiamati a combattere in una ‘nuova guerra’, magari dopo anni di precariato, non hanno tentennato un attimo a indossare camici, guanti, mascherine e altre protezioni confrontandosi con il dramma della malattia direttamente nelle corsie del nostro nosocomio. Tale esperienza, che ancora stiamo vivendo, deve innanzitutto lasciare nelle Istituzioni amministrative e politiche la consapevolezza pressante di quanto sia importante disporre sul territorio di una sanità efficiente e dunque la necessità di mantenere in una condizione di organizzazione funzionale costante l’Azienda ospedaliera pescarese per affrontare qualunque futura emergenza dovesse presentarsi, ma anche per la riorganizzazione delle attività ordinarie una volta che la crisi Covid-19 dovesse essere superata, ricordando che a oggi nessuna organizzazione, neanche l’OMS, è in grado di azzardare previsioni in tal senso. È dunque quantomeno fondamentale e vitale capitalizzare l’immenso patrimonio umano ed esperienziale generato dall’emergenza Covid-19, non lasciando disperdere quel bagaglio di capacità pratiche e di conoscenza medica che si è naturalmente formato, tenendo anche conto che a Pescara si sta predisponendo un Covid Hospital con quasi 250 posti letto, di cui 70 per la rianimazione-terapia intensiva, nell’ex Palazzina Rossa, impegnando dal quarto al settimo livello della struttura, un nosocomio dedicato, dunque, all’interno della cittadella ospedaliera, che richiederà personale qualificato e preparato per il trattamento di una patologia che, come abbiamo visto, si è rivelata particolarmente perniciosa e fortemente contagiosa. Per tali ragione – si legge ancora nel dispositivo dell’ordine del giorno - oggi invitiamo il sindaco Carlo Masci e la Giunta Comunale a individuare le forme e i tempi per esprimere in modo formale e pubblico un plauso a tutti gli operatori della sanità pescarese che da quasi due mesi si stanno ulteriormente prodigando per salvare vite umane sia nell’ambito del contrasto all’emergenza Covid-19, sia assicurando la necessaria continuità assistenziale in tutti gli altri reparti no-Covid, non lasciando indietro un solo paziente; ad attivare, in qualità di Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci, una necessaria azione di pressing istituzionale e amministrativo affinchè, con la Regione Abruzzo, si individuino i percorsi amministrativi utili per la stabilizzazione professionale, contrattuale e lavorativa di tutti gli Operatori della Sanità precari, medici, personale infermieristico, Oss, assunti con l’emergenza Covid-19 e che quindi con coraggio, passione e abnegazione sono entrati, da precari, nell’Azienda sanitaria nel momento più drammatico della nostra storia, mettendo a rischio la propria stessa vita e salute, come testimoniano le centinaia di medici e infermieri caduti in Italia per il Covid-19. Infine chiediamo di attivare, nei confronti della Regione Abruzzo, un’azione di dialogo e confronto istituzionale per destinare i 5milioni di euro disponibili in cassa, inizialmente destinati alla riconversione di immobili in strutture Covid-19, per l’assegnazione di gratifiche economiche a tutto il personale sanitario abruzzese e, per quanto attiene Pescara, al personale dell’Ospedale civile di Pescara, sia quello impegnato nell’emergenza Covid-19 che a coloro che hanno garantito il mantenimento di elevati livelli di efficienza ed efficacia in tutti gli altri reparti del nosocomio, quale segno tangibile di gratitudine del territorio nei confronti di coloro che, senza alcuna remora, possiamo definire gli eroi della nuova guerra”.

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