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Mascherine gratuite per i pescaresi senza accertamenti reddituali ma solo il codice fiscale

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“La consegna gratuita della prima partita di mascherine è rivolta a tutta la popolazione pescarese che ne abbia bisogno: non sono previsti accertamenti reddituali all’Agenza delle Entrate, la richiesta del codice fiscale è finalizzata unicamente a verificare che dallo stesso nucleo familiare non arrivino richieste doppie, e non ci sono altri criteri richiesti fatto salvo il buon senso.

È evidente che l’invito che arriva dall’amministrazione comunale, e non può essere che un invito, è di dimostrare senso di responsabilità e di consentire la consegna dei primi dispositivi disponibili ai nostri nonni, ovvero ai più fragili, mentre in Comune si sta già lavorando per riuscire ad avere altri stock di mascherine al fine di coprire tutta la cittadinanza.

Ed è questo l’unico obiettivo che deve vederci tutti mobilitati, maggioranza e opposizione, al netto di errori generati dall’ovvia e scontata confusione del periodo storico che stiamo vivendo e di sterili e inutili polemiche e strumentalizzazioni politiche, in questo momento mal gradite dagli stessi cittadini che dalla politica si attende un livello più elevato e capace”.

A fare chiarezza sulla consegna gratuita delle mascherine è, a nome della maggioranza di centrodestra, il Capogruppo di Forza Italia Roberto Renzetti.

“Da un mese e mezzo siamo stati tutti travolti da un problema di dimensioni inimmaginabili, siamo scesi tutti al fronte e siamo mobilitati da mattina a sera, com’è giusto che sia per chi ha chiesto e ottenuto dalla cittadinanza l’onere e l’onore di amministrare il territorio, al fine di alleviare quanto più possibile lo stato di disagio che tutti stiamo vivendo – ha sottolineato il capogruppo Renzetti -. Detto questo, è chiaro che dopo quasi due mesi di guerra, alcune procedure possano generare errori, disattenzione o semplicemente incomprensioni.

Ed è successo con il ‘caso’ inerente la distribuzione gratuita delle mascherine alla cittadinanza. Pescara avrebbe bisogno di una fornitura di almeno 1milione di dispositivi, per coprire per più giorni tutta la popolazione, purtroppo per ora ne abbiamo solo 70mila, chiaramente insufficienti per tutti i residenti, che sono poco meno di 120mila.

Ciononostante siamo convinti che, in breve tempo, riusciremo a darle a tutti: per noi era impensabile organizzare una consegna a domicilio, per le dimensioni del territorio e per il numero di residenti, ed evidentemente l’inoltro della richiesta on line è la formula migliore, più trasparente e veloce, e che ci consente di evitare errori perché attraverso il codice fiscale dell’utente sappiamo dove abita effettivamente, da quante persone è composto il suo nucleo familiare e dunque qual è il suo reale fabbisogno. E poi evitiamo di avere dei duplicati, quindi magari di dare 4 mascherine a una famiglia di due persone perché moglie e marito hanno fatto singole richieste. Ovviamente in tale operazione abbiamo chiesto la collaborazione dei cittadini affinchè aiutino i più anziani, quindi i nipoti potranno prestare la propria mail ai nonni per la richiesta, nonni che peraltro si sono attrezzati in questo periodo nell’esplorare il mondo web anche per le videochiamate con i figli, dunque sono molto più all’avanguardia di quanto spesso noi possiamo immaginare. Peraltro su questo possiamo rassicurare i cittadini: la richiesta non determinerà alcun controllo incrociato con l’Agenzia delle Entrate proprio perché nella consegna delle mascherine non c’è il requisito dello stato di necessità economica.

La fornitura della mascherina gratuita è un diritto di tutti i cittadini e il nostro obiettivo è quello di coprire tutta la domanda. Quello che chiediamo ai pescaresi – ha proseguito il Capogruppo Renzetti – è semplicemente di aiutarci nell’osservare un criterio di ‘priorità’, ovvero nella distribuzione delle mascherine aiutiamo il Comune a dare la precedenza a chi ne ha bisogno come ‘salvavita’, quindi i nostri nonni, i più fragili dinanzi al coronavirus, le persone affette da patologie croniche o immunodepresse, i bambini, o quei lavoratori che magari svolgono attività essenziali e che sino a oggi hanno anche provveduto a proprie spese per riuscire a trovare, con grandi difficoltà, quelle mascherine. In altre parole, nella corsa al dispositivo di sicurezza, osserveremo solo il criterio del senso di responsabilità, e su questo siamo sicuri che, com’è accaduto sino a oggi, avremo la massima collaborazione dei cittadini perché ormai abbiamo capito tutti che proteggere un nostro parente o vicino più debole, significa proteggere noi stessi. E credo che su simili vicende debba ritrovarsi l’intera amministrazione comunale, maggioranza e opposizione, evitando una facile ironia di livello scadente o anche tentativi di polemica che veramente oggi non garantiscono più neanche i famosi ‘cinque minuti di celebrità’”.

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