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C’è anche il Pescara tra le squadre che producono più giocatori alla Serie A

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C’è anche una squadra marchigiana nella rosa delle più virtuose in ambito giovanile. Si tratta del Pescara ed occupa il primo posto nella classifica delle società che hanno prodotto il maggior numero di giocatori alla Serie A, partendo dalla serie cadetta. Ben 14 prospetti tra cui si devono senza dubbio ricordare i top player, oggi alla Lazio e al Napoli, Ciro Immobile e Lorenzo Insigne.

Erano loro le stelle brillanti di quella squadra allenata da Zdenek Zeman (Marco Verratti non ha mai giocato nella nostra massima serie, migrando direttamente alla corte degli sceicchi del Paris Saint-Germain). A completare questa graduatoria ci sono Cesena (con 9 giocatori), Brescia (con 11), Empoli (con 12 elementi) e in seconda posizione il Vicenza con 14. “Monitoriamo tutti i talenti, a partire dalle scuole calcio-spiega Paolo Berdin, direttore generale della squadra bianco rossa - dai campi estivi, che sono strategicamente un aspetto fondamentale, in quanto permettono di supportare le famiglie nel periodo di chiusura delle scuole, inoltre hanno una valenza tecnica in quanto ci permettono di monitorare giovani presenti nel nostro territorio”.

Ma non sono solo realtà di Serie B ad investire e a credere nei giovani prodotti del nostro vivaio. Anche tra i grandi si deve fare di ragion virtù: le Primavere, le Juniores, gli scout, diventano una fonte di reddito importantissima, così come i giocatori che si formano in categorie inferiori. Tra le squadre che hanno venduto più calciatori provenienti dalla B ci sono la Sampdoria, che con la cessione di 10 elementi di questi tipo ha incassato 20 milioni di euro, cifra uguale all’Atalanta, raggiunta però con 14 giocatori. Poi c’è il Genoa di Preziosi, che ha venduto ben 29 giocatori provenienti dalla B (con una rendita di 14.7 milioni), il Cagliari (10 giocatori per 11.3 milioni) e infine il Sassuolo (appena 5 giocatori ma con 8.8 milioni di guadagno).

Numeri interessanti anche quelli relativi ai debutti dei giovanissimi in Serie A. Nelle ultime cinque stagioni la squadra che ha fatto esordire più under23 in Italia è la Roma. Il progetto di James Pallotta, avallato e intrapreso prima da Walter Sabatini, poi da Ramon Monchi e oggi da Gianluca Petrachi, vede nell’acquisto e nella valorizzazione di giovani il suo punto forte. Basta citare, in rapido scorrimento, i vari Marquinhos, Romagnoli, Bertolacci, Lamela, Pjanic e oggi Under, Kluivert, Mancini. Plusvalenze passate e future, che sono una boccata d’ossigeno per le casse dei club. Dietro i giallorossi c’è il Cagliari, con 15 debutti (tra cui si deve annoverare il nuovo centrocampista dell’Inter e della nazionale, Nicolò Barella) e la Juventus a completare il podio con 13 debutti.

Ma torniamo a parlare di Serie B, da sempre vera e propria miniera d’oro di talenti. Il Genoa, dicevamo, è una delle squadre che ha più guadagnato ma anche che ha più speso per quanto concerne gli under23 provenienti dalla serie cadetta: 21 acquisti, per 25 milioni di spesa totale. Tra questi si devono ricordare Kouamé dal Cittadella, oggi valutato 30 milioni, e il difensore Izzo dall’Avellino, per cui oggi Urbano Cairo al Torino chiede qualcosa come 40 milioni.

C’è insomma un calcio che investe anche nelle leghe inferiori, dove i talenti si formano, crescono e imparano. E uno dei prossimi è già pronto: si chiama Sandro Tonali e gioca con il Brescia. Quest’anno farà il suo esordio. Il prossimo anno chissà dove sarà.

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