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Pupo e Le Iene, alla terza sfida del gioco d’azzardo il cantante si confessa nuovamente

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Le ultime puntate di Le Iene in prima serata su Italia Uno hanno visto protagonista il cantante Pupo che portato in giro per il mondo ha sfidato quelli che sono alcuni vizi delle generazioni moderne: droga, sesso, gioco d’azzardo.

 Alla prima puntata di sfida il cantante è stato portato a Los Angeles, dove si è confrontato con il mondo delle droghe leggere, qui legali. Fra locali e Coffee Shop, Pupo, che non aveva mai nemmeno fumato una sigaretta, ha davvero perso la testa e ha concluso la giornata sentendosi male. La sfida è stata superata e sicuramente è stata significativa per capire quali sono gli effetti delle cosiddette droghe leggere, da cui molti, dopo aver visto l’esperienza del cantante, staranno lontani.

La sfida fra Le Iene e il cantante toscano è approdata poi a Las Vegas per esordire con il suo primo e unico film pornografico. Come vedremo per il gioco d’azzardo, anche il sesso per il cantante è stato un problema, essendo diventato un’ossessione per sfogare la tensione. Pupo nella città americana ha trovato niente poco di meno che Rocco Siffredi, mito del settore, che lo ha messo in contatto con una famosa attrice porno, con cui il cantante avrebbe girato una scena hot, come da copione, vincendo così la seconda sfida.

La terza sfida per Pupo, la più sentita: il gioco d’azzardo

Pupo nella sua terza sfida con Le Iene si è trovato ad affrontare il suo demone a Las Vegas: il gioco d’azzardo. Dopo aver perduto milioni al casinò, passata la ludopatia, Pupo decide di sfidare se stesso rimettendosi ai tavoli da gioco nella città dello stesso per antonomasia: Las Vegas. La puntata comincia con un’intervista al cantante che racconta la sua storia. Egli racconta di come sia praticamente nato e cresciuto in un circolo in cui si giocava d’azzardo e di come si sia approcciato al gioco all’età di 14 anni.

Coinvolto e abbattuto da delusioni personali, il gioco per il cantante era diventato una chance per trovare soddisfazione. Il denaro perduto di volta in volta era tantissimo, giunto alla massima disperazione però ha deciso di dire basta. La vera vittoria, tuttavia, non è stata smettere di giocare, ma imparare a misurarsi e a giocare per divertirsi: il vero obiettivo per cui il gioco stesso è nato.

Il gioco d’azzardo secondo un ex-dipendente

Secondo Pupo, giocatore dipendente che ha perduto cifre esorbitanti, il gioco d’azzardo non è comunque da condannare. È una pratica divertente e anche in un certo senso formativa e “completa”, egli sostiene infatti che nel poker si impara a pazientare, a giocare la propria mossa solo al momento giusto, a bluffare e a guardare il proprio avversario negli occhi durante le sfide. Questo non è male, ma lo può diventare se il gioco non è più gioco, ma un’ossessione.

In questo senso il metodo giusto per affrontare questo demone, secondo Pupo, non è la repressione, ma imparare a misurarsi e a conviverci, se piace. In questo senso la sua proposta di aprire una scuola di poker, in cui i giocatori possano sfogarsi e divertirsi, ridando al gioco stesso il suo significato originale. L’idea, ancora comunque non trasformatasi in realtà, segue un po’ la logica dei casino bonus senza deposito, che permettono di giocare senza investire. In tutti i casi, i portali di gioco online non permettono puntate alte, proprio a garanzia di sicurezza contro la ludopatia.

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