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Demolizione abusi sul mare di De Cecco. Acerbo: "Vittoria della legalità"

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L'avvio della demolizione degli abusi realizzati sul demanio marittimo dalla società del cavalier Filippo Antonio De Cecco rappresenta una vittoria della legalità e la restituzione della vista mare alla cittadinanza in uno dei luoghi storici più significativi della città dannunziana. Quegli abusi, come scrisse la Sovrintendenza dandoci ragione, "rappresentano una grave e palese menomazione della fruizione della veduta di costa pescarese" in una zona della città di grande valore storico (Rione Pineta) tutelato dall'art.142 lett. a) d.lgs. 42/2004 per il notevole interesse pubblico del panorama ai sensi del d.m. 13 maggio 1965. Andando verso il mare dall'Aurum o dalla Riserva naturale della Pineta era ed è uno scandalo che la veduta sia stata completamente ostruita.

La legge è uguale per tutti ed è inaccettabile che per qualcuno anche dentro uffici pubblici e istituzioni si pensi che non debba valere. La spiaggia è un bene demaniale, cioè di tutti e il suo utilizzo per fini economici va contemperato con la tutela del valore paesaggistico della vista mare (art.9 della Costituzione) e con l'accessibilità per la cittadinanza.

Ancora una volta abbiamo dimostrato che non sta scritto da nessuna parte che vincono sempre i più ricchi e potenti se c'è qualcuno che difende i diritti della comunità.

Abbiamo condotto una battaglia non contro qualcuno ma a difesa di un bene demaniale, cioè di tutti, sostituendoci alle istituzioni (Comune e Regione) che non si sono neanche costituite parte civile nel procedimento pur essendo tra le parti offese. Un'ignavia che dà la misura del grado di subalternità della politica di centrodestra e centrosinistra di fronte ai potenti e delle responsabilità politiche nel progressivo oscuramento della vista mare e nella cementificazione selvaggia della nostra spiaggia. Va ricordato che appena eletto il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso è stata persino approvata alla chetichella una norma ad personam volta a evitare la demolizione che De Cecco ha cercato di utilizzare ma che si è infranta sul parere negativo della Sovrintendenza.

Ricordo che il cavaliere Filippo Antonio De Cecco dieci anni fa mi aveva riempito di querele per aver denunciato pubblicamente gli abusi. Ma i giudici condannarono lui dopo una lunghissima vicenda giudiziaria. L'Espresso nel 2008 titolò ironizzando "Spaghetti boomerang" e ora la vicenda arriva finalmente a conclusione.

Vorrei ricordare lo scomparso amico Mario Cipollone a cui un giorno promisi che non lo avremmo lasciato solo nella battaglia e la cui famiglia si è costituita parte civile nel procedimento.

Ci son voluti 5 anni dalla sentenza definitiva (2011) per arrivare a questo momento.

Rimane l'amarezza per il fatto che la Regione continua a sfornare norme a favore dell'ampliamento delle costruzioni sulla spiaggia e che il Comune e altri organi dello Stato continuano a evitare di controllare abusi.

Da anni come Rifondazione Comunista, insieme alle associazioni e in particolare al comitato Mare Libero e al coordinamento #iovogliovedereilmare a cui ha dedicato un enorme impegno mia cognata Loredana Di Paola, ci battiamo per la vista mare e un modello più moderno e sostenibile di gestione del demanio marittimo.

Se l'anno scorso siamo riusciti a ottenere lo stop al nuovo piano spiaggia comunale che prevedeva ampliamenti del 30% degli stabilimenti e tante altre nefandezze, dobbiamo purtroppo constatare che rimane in vigore un vergognoso piano demaniale regionale approvato con il voto di centrosinistra e centrodestra che andrebbe abrogato.

Rinnovo quindi l'appello ad aderire mandando una mail a iovogliovedereilmare@gmail.com

Quanto al cavalier Filippo Antonio De Cecco ne apprezziamo le capacità imprenditoriali e auspichiamo che  le possa mettere al servizio della città rilevando lo stabilimento Guerino che il Comune vergognosamente evita di riprendersi nonostante il titolare della concessione lo tenga inscatolato da anni.  Purtroppo anche in quel caso la politica appare impegnata più a tutelare amici imprenditori che gli interessi collettivi.

Il Comune farebbe bene ad abbattere il muro realizzato in Piazzale Le Laudi che contribuisce alla chiusura della vista mare.

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