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Forza Italia porta il "caso balneazione" in parlamento

Sospiri: "Proponiamo il commissariamento della problematica "

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“Forza Italia porta il ‘giallo’ della balneazione a Pescara in Parlamento: chiederemo all’onorevole Di Stefano e al senatore Gasparri di sottoporre il ‘caso’ direttamente al Ministro dell’Ambiente Galletti attraverso un’interrogazione per capire cosa stia realmente accadendo al nostro litorale, dopo due anni di un balletto di dati che sta sfiorando il ridicolo, e proporremo anche il Commissariamento dell’intera vicenda, con l’affidamento dei campionamenti a un Ente di competenza extraregionale diverso dall’Arta di Pescara-Chieti. Abbiamo assodato che la vera causa del problema è la mancata apertura della diga foranea, quindi, stante la diga foranea sempre al suo posto, non è giustificabile che un giorno il mare di Pescara sia di qualità minerale, un’acqua da bere, e il giorno dopo sia una cloaca. La situazione non è chiara e, vista l’incapacità dimostrata dalle giunte D’Alfonso-Alessandrini a restituire trasparenza alla vicenda, è ovvio che dovremo ricorrere ad Autorità superiori”.

Lo ha annunciato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, ufficializzando l’iniziativa.

“I pescaresi sono sconcertati: lo sono i bagnanti, lo sono i balneatori, lo sono gli operatori del turismo, e lo siamo anche noi – ha detto il Capogruppo Sospiri -. Due giorni fa il mare di Pescara era peggio di una fogna; quarantotto ore dopo il nostro mare è diventato stile Caraibi. Un balletto che, dopo quanto accaduto lo scorso anno, ovvero lo sversamento di 30milioni di litri di liquami nel mare che il sindaco Alessandrini ha volutamente tenuto nascosto ai cittadini, mentendo persino dinanzi a un giudice, salvo poi ritrattare, ha avuto un solo effetto: scatenare la fuga dei cittadini dalle nostre spiagge. Decine di disdette per ombrelloni e palme, e anche chi ha prenotato in realtà al mare non ci va, ed era evidente stamattina quando la nostra spiaggia era vuota e non per cause meteorologiche. E anche chi c’era non osava mettere piede in acqua semplicemente perché non si fida: non si fida delle dichiarazioni rassicuranti del sindaco Alessandrini e del suo vicesindaco Del Vecchio, che, senza avere alcuna competenza tecnica, cerca pure di propinare delle giustificazioni scientifiche all’inquinamento a singhiozzo del mare; non si fida delle analisi dell’Arta che, dopo l’estate 2015, ha naturalmente perso ogni credibilità e attendibilità; non si fida degli altri Enti abruzzesi, perché sull’emergenza balneazione si è alzata una cortina di ferro con un motto d’ordine, ‘non se ne deve parlare’. Un atteggiamento che fa male alla città, fa male agli imprenditori locali, fa male all’immagine turistica del capoluogo adriatico. E invece dell’emergenza balneazione si deve parlare indicando con chiarezza cause e responsabilità. Una cosa è certa: se il mare è inquinato la causa è, innanzitutto, la mancata apertura della diga foranea che, come ampiamente previsto, non è stata sfondata, sebbene due anni fa il Presidente D’Alfonso aveva dichiarato che dopo una settimana dalla sua elezione avrebbe provveduto lui stesso picconarla.

Ovviamente non è avvenuto e non avverrà per ora. E se la diga foranea è ogni giorno al suo posto, e ogni giorno riceve lo stesso carico di inquinamento dal fiume, è chiaro che il mare non può essere pulito a giorni alterni e, guarda caso, sempre a ridosso del fine settimana. È chiaro che l’emergenza balneazione non si risolve con spot promozionali o con gli slogan che non hanno alcun effetto sulla popolazione. A questo punto è però altrettanto chiaro che l’attuale situazione non è più tollerabile né è pensabile affrontare l’intera estate con un balletto di dati che sta sfiorando il ridicolo, risultando difficilmente credibili le spiegazioni dell’Arta. Forza Italia porta allora la vicenda all’attenzione del Parlamento: il senatore Maurizio Gasparri e l’onorevole Fabrizio Di Stefano sottoporranno al Ministro Gian Luca Galletti un’interrogazione, chiedendo di aprire un’inchiesta parlamentare sulla vicenda, con l’istituzione di una Commissione speciale da inviare sul territorio che assuma poteri di controllo, verifica e di operatività, commissariando, di fatto, Regione e Comune che si sono rivelati incapaci di affrontare la problematica. E primo effetto di tale commissariamento – ha aggiunto il Capogruppo Sospiri – dovrà essere quello di affidare i campionamenti del mare, per tutta la durata della stagione balneare, a un Ente sanitario extraregionale che dovrà subentrare, nelle competenze, all’Arta di Pescara-Chieti. Solo restituendo trasparenza all’emergenza potremo ricreare un clima di fiducia tra i cittadini”.

 

 

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