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Pescara Mi Piace sulla mega fogna vicino al Ponte Nuovo: "Siamo tornati a 8 mesi fa"

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“Una giunta bipolare: è quella del sindaco Alessandrini che quindici giorni fa snobba l’allarme dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, bollando la megafogna di via Gran Sasso come una quisquiglia, uno scarichetto di acque bianche della stazione centrale. E quindici giorni dopo lancia allarmi, convoca tavoli tecnici, confermando, quindi, la fondatezza della nostra denuncia, e rivela che a quella condotta da 220 centimetri di diametro sono addirittura collegati gli scarichi privati di 200 famiglie. Addirittura spuntano fuori dal nulla presunte lettere istituzionali. In pochi minuti siamo ripiombati a otto mesi fa, ai tempi delle ordinanze firmate, non firmate, o firmate e tenute nascoste: oggi scopriamo che il vicesindaco Del Vecchio era a conoscenza da luglio scorso di quello scarico abnorme, sapeva che era irregolare, ma si è limitato a scrivere una letterina, senza lanciare un solo allerta, senza convocare, otto mesi fa, un vertice, senza effettuare un lavoro. E nel silenzio più totale, come ha candidamente ammesso ora, ha consentito che quella fogna continuasse a sversare per altri otto mesi il suo carico inquinante, contaminando il fiume e il mare, senza muovere un dito. Crediamo in tutta franchezza che con le ultime rivelazioni la giunta Alessandrini abbia superato il limite: chiediamo alla Commissione di Vigilanza del Comune di acquisire tutte le carte inerenti questa vicenda, inevitabilmente connessa all’emergenza balneazione, al fine di preparare un faldone da inviare all’attenzione delle Autorità preposte, faldone che andrà ad affiancarsi a quello già predisposto dalla nostra Associazione”.

Lo hanno detto l’avvocato Berardino Fiorilli e Armando Foschi, dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ in riferimento alle ultime rivelazioni del vicesindaco Del Vecchio sulla discarica scoperta a ridosso del cantiere del Ponte Nuovo.

“Il susseguirsi di dichiarazioni discordanti dell’assessore Del Vecchio sono sconcertanti e, soprattutto, continuano solo ad alimentare quel clima di incertezze scattato la scorsa estate dopo la rottura della condotta di via Raiale e lo sversamento di 30milioni di litri di feci e liquami nel mare, tenuto volutamente nascosto alla città dal sindaco Alessandrini – hanno ricordato Fiorilli e Foschi -. Quasi un mese fa, raccogliendo l’allerta di alcuni ciclisti, abbiamo lanciato per la prima volta l’allarme chiedendo spiegazioni in merito a due condotte sconosciute, emerse nei pressi del cantiere del Ponte Nuovo, probabilmente dopo l’eliminazione delle sterpaglie proprio per consentire i lavori: si tratta di due tubi, il primo da 60 centimetri di diametro, il secondo da 220 centimetri e, in quella occasione, abbiamo chiesto lumi al sindaco Alessandrini, ovvero se fosse a conoscenza di quelle due condotte e, soprattutto, se sapeva cosa trasportassero, sollecitando, in caso contrario, una verifica immediata. A quella richiesta è seguito il silenzio della giunta Alessandrini. Due settimane fa, allora, abbiamo riproposto il tema, visto che dalle condotte continuava a uscire una melma scura e dall’odore inequivocabile, riproponendo lo stesso quesito. E in quel caso ci ha risposto uno stizzito assessore Del Vecchio, affermando che sapeva di quelle condotte, quindi noi avevamo scoperto l’acqua calda, e che quegli scarichi non c’entravano nulla con l’emergenza inquinamento, perché la condotta piccola trasportava acque bianche e il troppo pieno di piazza Pierangeli, e quella grande solo le acque bianche della stazione centrale. Affermazioni che non ci hanno convinto, tant’è che qualche giorno fa l’Aca, attraverso il Direttore Bartolomeo Di Giovanni, ha confessato che quella era una megafogna più grande del previsto, che scaricava non le acque bianche, ma tutti i reflui della stazione centrale, compresi alcuni scarichi abusivi.

Dinanzi alla smentita ricevuta dall’Aca abbiamo iniziato a preparare gli atti da inviare al Corpo Forestale dello Stato e alle Autorità competenti, ed ecco che arriva la nuova versione dell’assessore Del Vecchio: ovvero in realtà il vicesindaco sarebbe stato a conoscenza di quella condotta già dal 31 luglio 2015, dunque da otto mesi, dunque proprio nei giorni caldi dell’emergenza balneazione, quando avrebbe anche scritto una letterina all’Aca. E da otto mesi addirittura sa che a quella condotta sono collegati irregolarmente gli scarichi di 200 famiglie, ma in otto mesi ha trovato il tempo solo di scrivere una letterina, per poi archiviare la vicenda senza convocare riunioni, senza reperire fondi, senza avviare lavori per fermare quegli scarichi e convogliare i liquami al depuratore. Soprattutto in otto mesi non ha mai trovato il tempo per avvisare la cittadinanza, ancora una volta ha tenuto nascosta ai pescaresi l’ennesima emergenza, addirittura addossando la causa dell’inquinamento del fiume alle 3mila anime del Comune di Tocco da’ Casauria, cui dovrebbe porgere le proprie scuse. Ancora una volta esprimiamo il nostro biasimo per la totale assenza di trasparenza da parte della giunta Alessandrini, che nasconde, non dice, dissimula. Crediamo che anche su questa vicenda occorra fare un’operazione verità – hanno aggiunto Fiorilli e Foschi -: alla Commissione comunale Vigilanza chiediamo formalmente di acquisire lettere, dati, determine, ogni informazione utile a costituire un fascicolo da inviare alle Autorità competenti a completamento del faldone già predisposto dall’Associazione ‘Pescara – Mi piace’. E al Consiglio comunale chiediamo di prendere formalmente le distanze dal modus operandi della giunta Alessandrini, che governa contro la città”.

 

 

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