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Sante Di Battista da Castiglione a Casauria morì nelle miniere dell'Ohio

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Sante Di Battista nacque a Castiglione a Casauria, provincia di Pescara, nella frazione di Cervarano, il 20 febbraio del 1876, da Domenico (trentacinquenne "contadino") e Maria Guglielmi. L'atto fu registrato dinanzi al segretario Francesco Schiera.

Sante si innamorò della compaesana Maria Sereni (nata a Castiglione a Casauria  nel 1885). Nel 1903 Sante emigrò alla ricerca del "sogno americano" e giunse ad "Ellis Island" sul piroscafo "Attività" del vettore Zino).

Solo l'anno dopo tornò a Castiglione a Casauria per sposare, il 6 ottobre del 1904, la sua amata Maria (in comune l'atto fu registrato dinanzi all'allora sindaco Francesco Cappelletti).

Dopo qualche anno Sante ripartì per gli Stati Uniti dove l'Agenzia "Celidonio" gli aveva procurato occupazione in Ohio. Andò a lavorare nella miniera di "Rose Mine" Harrisville, un piccolo villaggio di minatori, nella Contea di Harrison in Ohio.

Le condizioni di lavoro erano durissime (fino a 14 ore al giorno) e per abitazione aveva una fredda ed umida capanna di legno. Nonostante questo, grazie ad una paga dignitosa, decise di restare. Nel 1921 si fece raggiungere dalla moglie. Con Maria andò a vivere nella piccola Cadiz sempre nella Contea di Harrison in Ohio.

Purtroppo il 9 luglio del 1923, all'interno della miniera,  si verificò un crollo di una parete. Sante rimase sepolto sotto i pesanti massi e morì. Solo dopo diverse ore gli altri minatori riuscirono a recuperare il suo corpo.

L'inchiesta non portò a nulla e si parlò, vergognosamente, di morte accidentale (nella miniera non vi era alcuna misura di sicurezza). Già il giorno successivo Sante fu sepolto nel piccolo cimitero dei minatori.

Per la povera vedova non rimase che tornare in Italia. Per pagarle il viaggio i minatori, vi erano numerosi altri abruzzesi, si sottoposero ad una generosa colletta.

Il 4 ottobre del 1923 Maria Sereni, giunta a Castiglione a Casauria, si recò in comune e  consegnò nelle mani di Nicola Epifano, delegato del sindaco, i documenti attestanti la morte del marito. Finiva così, tragicamente, la storia di Sante Di Battista.

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